È corto il cammino che conduce alla Vita. È corto poiché sono contati i giorni degli uomini che vi camminano. È corto, poiché siamo stati creati per l’Eternità, per il giorno luminoso della Luce, per l’incontro del Padre, e questo cammino che ci conduce alla Patria è solo cammino, pellegrinaggio attraverso l’esilio, che ci porta irremissibilmente alle frontiere dell’aldilà.

IMG_20170825_124718Si è inciso nella mia mente, nel mio cuore addolorato per la durezza della vita, per l’incomprensione degli uomini, per il tradimento di molti che si chiamarono miei, per la risata di coloro che mi disprezzano, e per la folla di coloro che non mi ricevono…; sì, si è inciso, davanti al mio sguardo stupito, un cammino corto per il quale noi tutti camminavamo frettolosi: erano i giorni della vita nell’esilio.

[…]

E arrivando alla fine dell’esilio, terminando i giorni del nostro pellegrinaggio, ho visto un taglio netto davanti ad una frontiera: un Abisso insondabile, del quale non si vedeva il termine in profondità, nel fondo. Colui che lì cade, cade per sempre; giammai potrà uscirne, poiché la profondità del suo seno è insondabile, poiché la forza della sua attrazione, pertanto, è irresistibile. […]

Sì, corsa vertiginosa, e gente che, a frotte, correva frettolosamente… E arrivando alla bocca profonda del Vulcano aperto della perdizione, una parte cadeva nella profondità di quell’Abisso, che li inghiottiva con la forza di un uragano, perdendosi per sempre, per sempre!, e come di sorpresa davanti al mio sguardo spirituale.

Un’altra si fermava di colpo; forse ancora aveva tempo di riflettere…

Era capace questo secondo gruppo di passare l’Abisso…? Non so come; perché, per passarlo, erano necessarie ali e ali grandi, forti, ali d’aquila, abituate a volare molto in alto e a superare immensi abissi e grandi pericoli…; giacché non si può possedere Dio se non si arriva con ali d’aquila che, innalzandoci verso di Lui, ci rendano capaci di vivere per partecipazione della sua stessa vita, essendo figli suoi, ed eredi della sua gloria.

flying-eagle_reducedCome sarebbe passato allora questo secondo gruppo, che non si era premunito delle sue ali…? Chi gli avrebbe dato ali d’aquila per volare…? Forse i Sacramenti…, un atto d’amore puro…, un raggio di luce che li trasformi, come il buon ladrone, facendoli reagire davanti alla realtà drammatica della loro situazione in modo tale che possano valicare l’Abisso… […]

Anche se l’immensa maggioranza, pur dopo aver superato l’Abisso, dovrà purificarsi per poter arrivare a possedere Dio. […]

Poiché, per partecipare di Dio secondo il modello di Colui che, guardandosi in ciò che lo fa essere Dio, ci creò a sua immagine e somiglianza per introdurci nell’intercomunicazione familiare della sua stessa vita divina, dobbiamo renderci conformi a Lui. […]

E questo è in modo tale, che l’anima, dopo essere stata liberata dalla schiavitù del corpo, penetrata dal pensiero divino, non trovandosi pronta e capace di possedere Dio, istintivamente cercherebbe la propria purificazione, nel suo grido di: Chi come Dio?!, davanti alla necessità di adempiere il fine per il quale è stata creata.

altar-basc3adlica-del-valle-de-los-cac3addosEd è il Purgatorio come il «luogo del disamore» dove si trovano coloro che, per non aver cercato di realizzare la volontà di Dio, deviarono i loro cammini e, anche senza traviarsi del tutto, non risposero in ridonazione amorosa alle donazioni infinite di Colui che, «amando i suoi, li amò sino all’estremo». […]

E il terzo gruppo, che cammina lungo l’esilio senza sporcarsi nella fangaia del peccato, che la passa come in volo, con il suo sguardo posto in Dio, con il suo cuore posseduto dall’Infinito, con la sua mente illuminata dall’Eterna Sapienza e con la sua anima posseduta dai doni e dai frutti dello Spirito Santo; in una parola: con uno sguardo soprannaturale che avvolge e penetra tutti i cammini della sua ascesa verso l’incontro del Padre, e che gli fa vivere una vita di fede, che aspetta instancabile, spinta dall’amore, la promessa dei figli di Dio; questi sono coloro che passano trionfalmente l’Abisso invalicabile della perdizione. dai frutti dello Spirito Santo; in una parola: con uno sguardo soprannaturale che avvolge e penetra tutti i cammini della sua ascesa verso l’incontro del Padre, e che gli fa vivere una vita di fede, che aspetta instancabile, spinta dall’amore, la promessa dei figli di Dio; questi sono coloro che passano trionfalmente l’Abisso invalicabile della perdizione. […]

Si sono aperti i Portoni dell’Eternità per l’aquila reale che viene dall’esilio a introdursi nella camera nuziale dello Sposo…! Si sono aperti i Portoni che la introdussero per sempre, per sempre!, nel gaudio infinito che posseggono per partecipazione i Beati…!

Che contrasto…! Anche, davanti a coloro che cadono nell’Abisso, si percepisce un «per sempre» senza termine, insondabile, terrificante; un «per sempre» conosciuto solo da coloro che, trascinati alla profondità dei suoi seni, si trovano, come di sorpresa, in quella fossa interminabile di terrore…

Due «per sempre» diversi, ai quali ci conduce uno stesso cammino: il cammino dell’Eternità. Perché, quando Dio ci ha creati per sé e ci ha posti nell’esilio, ha fatto camminare noi tutti in uno stesso pellegrinaggio per il sentiero che ci conduce al suo possesso. Ma il peccato ha scavato una fossa e ha aperto un Abisso tra la creatura e il Creatore, tra il Cielo e la terra, tra Dio e gli uomini; un Abisso di malvagità, che solo con ali d’aquila e occhi candenti di ardente sapienza si può attraversare…

islandia_reducedIo voglio ali d’aquila per me e per tutti i miei; cuore di Chiesa con ali di Spirito Santo, per tutti gli uomini della terra…! Io voglio ali d’aquila reale che mi portino alle Dimore della felicità eterna; e cerco di camminare attraverso il mio esilio con le mie ali spiegate per varcare con signoria le frontiere dell’Eternità, e liberarmi dall’Abisso che il peccato ha aperto tra Dio e gli uomini…! […]

Com’è impressionante, com’è grandiosa e terribile la visione della moltitudine degli uomini di tutti i tempi, che corrono per il cammino della vita in corsa vertiginosa…!

E che contrasto alla fine dell’esilio…! Che termine diverso!, che fine diversa!, conseguenze di un diverso camminare per il paese della vita… […]

Che terribile insensatezza quella delle menti offuscate, che vanno per un cammino così corto, così rapido e così incerto, in una mancanza di preoccupazione così assurda e così errata…! […]

Anima amata, munisciti di ali d’aquila, dilata le caverne del tuo cuore, cammina per la via dell’amore, della fede, della speranza, apri i tuoi occhi alla verità, per essere capace di stendere le tue ali e di introdurti nella felicità beata del gaudio di Dio!

 

3-10-1972

 

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
Frammento del tema: «ALI D’AQUILA». (Collana «Luce nella notte. Il mistero della Fede dato in sapienza amorosa» Opusc. nº 13)

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