E’enorme la discrepanza tra la nostra fragilità e la sovranità dell’Essere di Dio. Sembra ridicola e umiliante l’attitudine di quella persona che, incosciente del suo essere nulla, crede di essere capace di giudicare ogni cosa. E’ capace persino di giudicare lo stesso Dio.

Di nuovo si dimostra che l’uomo, se non possiede la sapienza dell’umiltà, può convertirsi nello zimbello della Creazione. La cenere e l’umiliazione rappresentano il vero cammino verso quella esaltazione che l’uomo cerca in modo disperato e ansioso. La Quaresima, ormai prossima, ci aiuta e ci invita a vivere tutto questo.


«Terminò il tempo…, giunse la fine…,

stai alle porte dell’abisso!

Se cadessi in esso, non ne potresti mai più uscire…

Guarda come vivi, perché il termine è vicino!»

(1-10-72)

 

 

 
 

 

         Tra Dio e me c’è distanza infinita d’essere, d’avere, di possedere, di sapere, di fare, di comprendere … Come, allora, nella mia distanza di fronte a Lui, oso giudicare, secondo il mio modo, il suo infinito attuare? Pazzo e storto sono quando, al non comprenderlo, con il mio limitato sapere, lo giudico temerariamente. (8-6-70)

         La mente dell’uomo, per il peccato, si è distorta tanto da giudicare Dio secondo il suo criterio umano. Povero uomo! Com’è umiliante la situazione della sua cecità, che è capace di giudicare Dio secondo la povertà del suo limitato essere!
(8-6-70)

Dio è la bontà e la perfezione infinite; ma l’uomo lo giudica con la sua mente oscurata e distorta dal peccato e, al non vedere le cose come Dio, nella sua stoltezza e nella sua cecità, dice: Dio opera male. Povero uomo, come ti ha reso assurdo il peccato! (8-6-70)

       Per la perfezione della sua natura, Dio è e opera in perfezione infinita, perciò, se facesse qualcosa di imperfetto, cesserebbe di essere Dio. Con quale leggerezza la mente distorta dell’uomo dice davanti alle opere o ai piani divini che, per il suo limitato essere, non capisce: sarebbe stato meglio in un’altra maniera! E perfino arriva a dire: Dio ha fatto male le cose.
(8-6-70)

   La luce della fede, illustrata dai doni dello Spirito Santo, ci fa scoprire Dio da tutte le parti, dando a tutto il suo vero senso; però il peccato contro questa virtù ci offusca così profondamente, che erriamo nel perché delle cose. (17-2-73)

         Quello che pensi di Dio, questo vivi e sei. Pensi che è grande? Sei grande. Pensi che è buono? Sei buono. Pensi… pensi… Guarda ciò che pensi per vedere ciò che vivi e sei. (8-6-70)

 

 
 

Pensieri della Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia,
tratti dal Libro «Frutti di preghiera»