«Che vedi nella notte, diccelo, sentinella?» dice un inno della liturgia delle ore. Che vedi nella notte dei nostri tempi, così cupa e buia?, domandiamo a Madre Trinidad, inviata come sentinella vigilante e come profeta gaudioso per il Popolo di Dio, che anela l’arrivo di tempi migliori.

«Come vedo triste la mia Chiesa!» e, ancora: «Com’è gloriosa la mia Chiesa» ci risponde lei facendoci comprendere che solo le persone che sanno gioire molto e soffrire molto, perché hanno un’anima grande, sono capaci di scoprire la Santa Madre Chiesa, così sconosciuta dai suoi stessi figli sulla terra e così abbagliante quando la si contempla con occhi di Cielo.


18-10-1967

 

Com’è agghindata la mia Chiesa!,
com’è bella!, com’è adorna!;
tutta avvolta nei suoi profumi
e di gioielli adornata!

Tutta in festa ti vedo,
come Sposa in ricca gala,
che possiedi lo stesso Dio
e sei in Lui fecondata.

Ma, con un velo di lutto,
i tuoi gioielli rimangono coperti,
la tua bellezza si oscura
e appari straziata.

Ed è che i tuoi figli –i miei–
hanno dilaniato la tua anima,
andando via dal tuo seno
dietro compagni che ingannano.

Come vedo triste la mia Chiesa,
con il suo volto stravolto,
e, con un velo di lutto,
copre la sua ricca gala…!

Com’è gloriosa la mia Chiesa
nel seno di Colui che ama…!

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia