Il tema di questa settimana è di grande attualità e di profondo contenuto teologico, con caratteristiche di autentica novità: la Verginità trascendente e consustanziale dà come frutto la fecondità della vita trinitaria, di Cristo, della Vergine, della Chiesa, e di tutta l’anima che, rubata da Dio, desidera solo Lui e cerca una grande dimensione di fecondità spirituale. Ad una maggiore verginità corrisponde un maggior frutto di vita divina per le anime, e maggior gloria per Dio.

La conoscenza di Dio allontana il rachitismo della vita mediocre o sminuita da calcoli umani.

 

«O verginità, tanto grande quanto sconosciuta…!»

 

Dio è l’eterna Verginità, infinitamente separata da tutto ciò che non è Lui; giacché, ciò che fa sì che Egli prorompa in fecondità generante, non è l’unione di Lui con qualcosa al di fuori di se stesso, bensì l’adesione che in se stesso ed a se stesso si ha nella separazione amorosa consustanziale, recondita e velata del suo essersi l’Increato. […]

Nella misura in cui Dio è aderito a sé, nel suo atto di Verginità eterna, in quella stessa misura è fecondo, e per questo, infinitamente fecondo; tanto, che il frutto della sua fecondità è tutto ciò che Egli è, in Espressione, in un Figlio che dice, in Cantico di amore eterno e di ridonazione verso il Padre, tutta la pienezza inesausta della sussistente Sapienza. […]

Dio è aderito solo a se stesso nella separazione infinitamente distante da tutto ciò che non è Lui; per cui la vita di Dio, nella perfezione della sua intercomunicazione, è un solo atto di Verginità eterna in perfezione compiuta.

La verginità perfetta è l’adesione al sommo Bene, e la separazione completa e assoluta da tutto ciò che non è Lui. Per questo, quando la creatura scopre la luce luminosa dell’eterna Sapienza, soggiogata da questa, lascia tutto ciò che è creazione per lanciarsi irresistibilmente alla ricerca instancabile di solo Dio! […]

Cristo, nella sua umanità, è un grido di verginità così perfetto, così di: solo Dio!, tanto!, tanto!, tanto…!, da non avere altra persona che quella divina; per cui tutti i movimenti della sua umanità sono un’adesione totale alla sua Persona, un grido di solo Dio! che si manifesta attraverso tutta la sua vita, atti, gesti e parole. […]

L’uomo che striscia, cerca la pienezza del suo essere nelle cose terrene che non lo possono saziare; colui che scopre Dio con occhi candenti di penetrante sapienza amorosa, s’innalza e rinuncia, per esigenza del possesso dello stesso Dio, a tutto ciò che non sia Lui.

Nella misura in cui ci uniamo al Sommo Bene, ci verginizziamo, perché man mano aderiamo e diveniamo simili a Lui, e ci separiamo dalle creature. […]

O verginità, verginità di Maria!, così sovrabbondante, che, per il bacio infinito dello Spirito Santo in passo di fuoco sulla Signora, prorompe in maternità e Maternità divina; in tale pienezza, che non soltanto è capace di essere Madre del Verbo Incarnato, ma che, dalla sovrabbondanza di questa stessa Maternità e nella pienezza della sua verginità, è Madre universale di tutti gli uomini. […]

Per questo, chi vuole conoscere la trascendenza trascendente della Verginità infinita introducendosi nel Sancta Sanctorum della Trinità, deve addentrarsi nel grembo purissimo e materno di Maria, da dove Dio si dà e si comunica agli uomini nel Sancta Sanctorum della trascendente verginità della Signora, per mezzo del mistero dell’Incarnazione. […]

La verginità, o castità consacrata, quando è perfetta, cerca la pienezza della sua perfezione nella glorificazione di Dio e nella consegna assoluta a Lui. E nella misura in cui l’uomo vive di solo Dio, aderendo, in ciò che è e possiede, al sommo Bene ed al suo piano, si trova, secondo la propria capacità, nel possesso e nella pienezza della Somma Perfezione, in modo tale che si rende conforme ad essa, prorompendo in frutti di vita eterna per sé e per gli altri. […]

Beato colui che è capace di aderire a Dio in corpo ed anima così perfettamente, che tutto ciò che non sia Lui e la sua gloria, lo vede come vacuità e caduco. […]

Non tutti gli uomini comprendono questo mistero per la durezza e la torpidezza del loro cuore, per la schiavitù con cui le loro proprie passioni li tengono intorpiditi. E per questo, guidati da questa stessa schiavitù, non essendo capaci di soprannaturalizzarsi, arrivano, nella loro insensatezza, a non intendere il mistero dell’infinita Verginità erompente in fecondità, né quello di Cristo, Verginità Incarnata, né quello di Maria, verginità materna. Per la torpidezza e la rudezza delle loro menti vogliono togliere alla verginità la fecondità perfetta, senza comprendere che la fecondità integra, perfetta e soprannaturale è il frutto della verginità. […]

Il più vergine è il più fecondo. Per questo, chi più vergine di Dio, aderito infinitamente solo a se stesso, il che lo fa erompere a generare il Verbo?

Chi più vergine di Cristo, che nella sua umanità è unito alla Divinità così meravigliosamente che non ha altra persona che quella divina per mezzo del sorprendente, soggiogante, divino e divinizzante mistero dell’Incarnazione; e nell’unione ipostatica della natura divina e della natura umana nella persona del Verbo, è Dio ed è Uomo?

Chi è così vergine come Maria, che è capace, mediante l’adesione che ha a Dio, e per opera e grazia dello Spirito Santo, di dare alla luce il Verbo infinito Incarnato?

O Verginità sconosciuta e, pertanto, disprezzata…! […]

L’uomo che scopre Dio, si lancia irresistibilmente all’incontro di tutti i suoi fratelli per introdurli nel gaudio eterno delle infinite perfezioni. Per cui il sacerdozio, la vita missionaria e la consacrazione a Dio, sorgono dalla scoperta abbagliante dell’infinita Verginità che, soggiogandoci, ci spinge ad essere, con Cristo e Maria, adesione ridonativa al sommo Bene.

Solo Dio può riempire le nostre vite, solo in Lui saremo capaci di realizzarci nella pienezza e nella massima perfezione dell’essere e del compito per il quale siamo stati creati. E per questo, chi lo scopre, lo cerca appassionatamente, rinunciando a tutto ciò che è creato per il possesso totale della sua pienezza. […]

O verginità, verginità sconosciuta!, sei così sublime, che il frutto delle tue conquiste è solo Dio per te e per quanti ti circondano.

O verginità, verginità, che hai il tuo principio in Dio, e l’espressione del tuo frutto è il mistero dell’Incarnazione per la verginità materna di Maria!

O verginità, verginità, tanto grande quanto sconosciuta…!

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
Frammento del tema: «DIO È L’INFINITA VERGINITÀ». (Collana «Luce nella notte. Il mistero della Fede dato in sapienza amorosa» Opusc. nº 10)

 Nota.- Per scaricare il tema completo  clicca qui.

Frammento del video della Madre Trinidad «Dio è l’infinita Santità e Verginità che ci si comunica con Cristo e in Maria», del 21 Agosto 1992 (premere il tasto PLAY):

O mio Dio infinitamente spirituale!, lasciami bere fino a saziarmi, in saturazione, della Verginità eterna che Tu, mia Trinità santa, ti sei nella tua vita intima di comunicazione trinitaria per il tuo essere sussistente di perfezione somma. (28-4-61)
Solo Dio, e nient’altro, è il grido palpitante del mio cuore innamorato (15-10-74)
Se ho Dio, ho tutto nel tutto del suo possesso, nella completezza della sua vita, nella pienezza della sua felicità, nella ricchezza di tutto ciò che è. E, quando perdo Lui, mi trovo con le mie appetizioni riarse, nel vuoto di tutto ciò che le creature contengono per me. (14-9-74)