Tutto ciò che Dio è, in Lui è realtà infinita per la sua adesione a se stesso. L’uomo è immagine di Dio e lo possiede nella misura in cui aderisce a Lui.

Perciò, per raggiungere la pienezza del proprio essere e del proprio agire, l’uomo deve tendere irresistibilmente verso Dio, unico fine per il quale è stato creato; e quando fa questo, vive nell’inserimento della sua realtà, è felice e dà senso perfetto a tutto il suo essere ed agire. Pertanto un uomo che non tende a Dio, è un essere deforme nella creazione, fuori dal suo centro e disinserito dal suo fine; è un essere strano. […]

Dio ha innumerevoli grazie appese alle nostre richieste, giacché inserendoci in Lui, ci ha dato un sacerdozio capace di strappare i tesori infiniti dal suo petto, in effusione per tutti gli uomini; e, nell’esercizio di questo sacerdozio, diventiamo fecondi e vitalizzatori nella Chiesa. Sacerdozio misterioso che ricolma le nostre vite nella pienezza del possesso di Cristo, di fronte a Dio e di fronte agli uomini. Nella misura in cui abbiamo Dio, lo comunichiamo attraverso il nostro sacerdozio mistico vissuto “tra il vestibolo e l’altare”. […]

Com’è grande pregare e come sono pochi coloro che lo scoprono…! E per questo, quante grazie contenute e quanta volontà divina incompiuta tra gli uomini.

Per cui, nelle epoche della Chiesa in cui i cristiani pregano di più, la loro irradiazione apostolica è più soprannaturale, più sicura, più estensiva, più fruttifera, giacché tutto quello che chiediamo al Padre in nome di Gesù ci viene concesso. In nome di Gesù, cioè, secondo Gesù, secondo il suo piano eterno e soprannaturale, che ha voluto associarci alla sua donazione infinita nei nostri confronti per mezzo della preghiera.

Dio determinò, nel suo piano eterno, di darci tutte quelle grazie di cui avremmo avuto bisogno in comune e privatamente nel seno della Chiesa. E ce le ha date, ma ha voluto che andassimo a cercarle con spirito contrito e cuore sincero, per cui, se non le cerchiamo, non le troviamo e le perdiamo. […]

Io oggi ho compreso in una maniera nuova, in un piccolo sprazzo di luce, in una penetrazione acuta di questa verità nel mio intendimento, che quando le cose vanno male, normalmente è perché, non volgendoci a Dio, non facciamo ciò che dobbiamo fare e non otteniamo ciò che dobbiamo ottenere; giacché nella preghiera non solo si apprende ciò che bisogna fare e si ottiene ciò che bisogna ottenere, ma si rischiara l’intelletto nella scoperta dei piani di Dio e della sua volontà per tutti e ciascuno di noi. […]

Per questo, quando l’uomo perde il suo contatto con Dio, unico fine per il quale è stato creato, cessa di essere ciò che deve essere, e, agendo di conseguenza, fa ciò che non deve fare, o come non deve. Quindi, non sorgono vocazioni, la vita missionaria languisce, l’umanesimo si impadronisce dei cuori e il confusionismo ci invade. Poiché, dove troverà la creatura il vero senso del suo essere e del suo operare con l’autentica sapienza che illumini la sua esistenza, se perde il contatto con colui che è la Luce dei suoi occhi e il Cammino del suo pellegrinare?

Quanto pacificamente, dolcemente e serenamente ho compreso oggi che il cuore di Dio non cambia! È pieno di eterne misericordie, ardendo in ansie infinite di effondersi in torrenti di luce amorosa su di noi, sul nostro essere e sul nostro agire; ma aspetta la tendenza semplice delle nostre vite verso di Lui, la richiesta clamorosa delle nostre preghiere per riversarsi concedendoci tutto quello che, in nome di Gesù, gli chiederemo. […]

Com’è grande pregare…! Perché pregare è stare con Dio. E può esserci cosa più grande per la creatura che mettersi in contatto con il suo Creatore? […]

Io sono Chiesa, e, in funzione del mio sacerdozio, ho bisogno di stare “tra il vestibolo e l’altare”, ricevendo l’Infinito per comunicarlo agli uomini e raccogliendo l’umanità per presentarmi davanti a Dio con tutta essa, implorando, con richiesta semplice e amorosa, l’effusione della sua volontà su tutti e ciascuno dei suoi figli. […]

 
 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
Frammento del tema: «LA PREGHIERA È ONNIPOTENTE».(Dal libro: «La Chiesa e il suo Mistero»)

 Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui.pdf
 

Cappella de L’Opera della Chiesa nella casa natale di Madre Trinidad. (Dos Hermanas)

Dio vuole molte cose riguardo a noi, che non realizza perché, nella sua volontà redentrice, le ha volute sottomettere all’influenza della nostra orazione; per cui, pur essendo cose buone e convenienti per noi, se non gliele chiediamo, molte volte restano irrealizzate. (6-12-73)

Dio può fare tutto da sé solo, senza aver bisogno di noi per niente; ma, dal momento che volle associarci a sé, fece dipendere molte cose dal nostro modo d’essere ed agire e, ancor più, dalla richiesta della nostra preghiera. (6-12-73)

Quante cose buone Dio vuole per noi, che non ci concede perché non gliele chiediamo! «Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». (6-12-73)

Il principale atteggiamento della mia anima, il mio più fecondo apostolato, il modo di compiacere di più a Dio: pregare, pregare, pregare… (10-12-64)

Tutto l’impegno del nemico è farti lasciare l’orazione, poiché in essa si trova la vittoria della tua anima. Sii costante nei tuoi momenti con Dio e vincerai tutte le difficoltà. (17-4-67)

Prega senza stancarti, anima amata, che, nella orazione, Dio si dà a coloro che perseverano nella ricerca del suo incontro. (18-8-73)

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