[…]

L’operare di Dio è tanto perfetto quanto Lui stesso; per cui la manifestazione del suo splendore fa trascendere l’anima che l’assapora fino allo stesso petto dell’Altissimo, dove beve a fiotti nei getti sapienziali della sua inesausta sapienza; sapienza che, nella donazione splendente del suo potere, si dice agli uomini, attraverso Nostra Signora, con cuore di Madre e amore di Spirito Santo.

Maria è un portento del potere di Dio. La Vergine è intrinsecamente «Nostra Signora della Incarnazione», poiché per l’Incarnazione Dio la creò, facendo di Lei un prodigio della grazia in manifestazione raggiante dell’Onnipotente.

Quando l’Essere Infinito determinò, in un’effusione di misericordia, di darsi all’uomo, in quello stesso istante senza tempo dell’Eternità, concepì Maria, nella sua sapienza eterna, per la realizzazione del mistero dell’Incarnazione, incorporandola alla donazione del suo amore in manifestazione della splendidezza della sua gloria. […]

Che concerto, quello dell’Eternità, di inedite canzoni in una sola Voce, uscita dal seno generatore del Padre, con il tubare amorosamente consustanziale dello Spirito Santo in bacio d’Amore…! E Maria è, in tutto il suo essere, la creazione-Madre, che esprime, in sillabare silenzioso, il concerto infinito di Dio nell’idillio amoroso del suo essere eterno nei confronti dell’uomo. […]

Tutti gli attributi divini Dio se li è in sé, da sé e per sé; ma ce n’è uno nella perfezione dell’Essere Increato, che, pur essendoselo Dio in sé e da sé, non lo è per sé, ed è l’attributo della misericordia; giacché questo attributo è l’effusione del Potere Infinito in manifestazione amorosa sulla miseria.

Dio non può essere per sé misericordia, perché la misericordia implica effusione di amore sulla miseria; per cui la misericordia sorse nel seno dell’Eterno Essersi il giorno in cui la creatura, creata per possederlo, gli disse: «Non ti servirò». Ed ormai Dio si è Misericordia, perché l’Amore Infinito si diede all’uomo nello splendore magnifico del suo traboccamento. […]

E Maria, che è il mezzo attraverso il quale la Misericordia divina ci si dà, può essere in qualche modo chiamata: Manifestazione di questa stessa Misericordia e donazione di essa con cuore di Madre e amore di Spirito Santo. […]

Lo Spirito Santo sta avvolgendo Maria con le tenerezze d’amore dello Sposo più innamorato, nella comunicazione di tutti i suoi infiniti attributi. La sta amando…, la sta ingioiellando…, la sta abbellendo…, tanto, tanto, tanto…! che si sta plasmando in Lei in bacio d’amore e ricreazione di Sposo. Così segretamente…! così meravigliosamente…! che, in questo istante-istante prefissato da Dio da tutta l’Eternità, lo stesso Spirito Santo sta per baciare Nostra Signora tutta Vergine così divinamente con un bacio di fecondità, da farla prorompere in Maternità divina. Così divina…! che il Verbo del Padre, l’Unigenito consustanziale dell’Increato, sta per chiamare la creatura in pieno diritto: Madre mia…!, con la stessa pienezza con cui la Vergine Bianca sta per chiamare: Figlio mio…! l’Unigenito del Padre, Incarnato. […]

O sapienza del Padre, che, avvolgendo l’anima di Nostra Signora, la saturasti in modo così sovrabbondante della tua infinita sapienza, tanto…! che, nella misura in cui fu Madre del tuo Unigenito Figlio, in quella stessa misura Tu la penetrasti della tua luce, nell’effusione della tua paternità, per chiamarla: Figlia mia…! E così come il Figlio chiamò Maria: Madre mia!, dall’istante dell’Incarnazione Dio operò in Lei un portento di grazia così meraviglioso, tanto, tanto!, così sovrabbondante, che, in quella stessa misura, benché in modo diverso, Maria fu Figlia del Padre e Sposa dello Spirito Santo. […]

La Maternità divina di Maria è tanto grande quanto grande è il suo sposalizio con lo Spirito Santo, Sposo della sua feconda verginità e quanto grande è la sua filiazione in relazione al Padre, nella penetrazione fruitiva della sua infinita sapienza.

E come lo Spirito Santo, al baciarla nel tubare del suo amore, nella carezza della sua brezza, nell’abbraccio del suo potere e nella fecondità del suo bacio, la rese amore del suo infinito amore, in partecipazione della sua carità in donazione di Sposo, così il Verbo, chiamandola: Madre!, la rese tanto Parola, tanto!, che la Vergine, come espressione della realtà che era e che viveva per il potere della grazia che su di Lei si era effusa, poté chiamare Dio: Figlio mio! E il Padre Eterno si dava a Lei in tale pienezza di sapienza e con tale esperienza dei misteri divini, che, immersa nella profondità di Dio, intuiva in modo traboccante ciò che l’Essere si è in sé. […]

O Verbo infinito!, lasciami dire, nella tua Parola e con te «Madre mia!» a Maria; e lasciami chiamare Dio «Padre Eterno, Padre mio!». Lascia che, con Maria, io possa chiamare il mio Sposo infinito «mio Spirito Santo». E che così, dal seno di Maria e tramite Lei, annientata sotto la piccolezza della mia miseria –giacché mi è stato dato di contemplare, in penetrazione adorante, il mistero dell’Incarnazione– possa rispondere con Lei all’Infinita Santità che si effonde su mia Madre Immacolata in Trinità di Persone sotto l’attuazione personale di ciascuna di esse. […]

Silenzio…! Ché lo Spirito Santo, spinto dalla volontà del Padre, nel momento prefissato nel suo piano eterno per realizzare l’Incarnazione, sta aprendo il seno dello stesso Padre, nell’impulso del suo amore, per prendere il Verbo e metterlo nel seno di Nostra Signora.

Silenzio…! Ché il Verbo sta prorompendo in Parola, in una maniera tanto meravigliosa, tanto…!, che, come Parola Infinita del Padre e in manifestazione della sua volontà amorosa sull’uomo, per l’impulso dello Spirito Santo, sta per pronunciarsi nell’effusione infinita dell’eterna misericordia di Dio così trascendentalmente, che romperà a chiamare la creatura, in diritto di proprietà: Madre mia…!

Maria, perché sei Madre di Dio Figlio, Figlia di Dio Padre e Sposa dello Spirito Santo, nella misura senza misura che il portento della grazia operò in Te, io oggi, con pieno diritto, ti chiamo pure: Madre mia! […]

Nostra Signora tutta Bianca dell’Incarnazione, dammi il Padre con cuore di Madre, addentrami nella sua sapienza e penetrami con la sua luce; con quella dalla quale Tu eri così meravigliosamente posseduta, che ti faceva sapere, in molteplice sapere di penetrazione fruitiva, il mistero di Dio in sé e nell’effusione della sua misericordia verso di noi! […]

Maria è un portento della grazia, conosciuto, goduto, fruito e assaporato solo dall’anima-Chiesa che, trascendendo le cose di quaggiù, è portata dallo Spirito Santo al recondito profondo del seno immacolato di Nostra Signora tutta Bianca dell’Incarnazione.

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
Frammento del tema “Maria è un portento della grazia”. Collana “Luce nella notte. Il mistero della Fede dato in sapienza amorosa” Opuscolo nº 5

Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui: “Maria è un portento della grazia”.pdf

 

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Nel cielo tutti i cori angelici, attoniti, adorano silenti, volto a terra… Il Padre, spinto dall’amore dello Spirito Santo, nel Verbo, crea… Maria è concepita senza peccato originale… La Vergine solo è di Dio! (8-12-59)

La Madonna raggiunge quel grado di divinizzazione che, nella mente divina, era determinato perché si operasse il grande Mistero… Adorante, verso dentro, attende; l’Amore sospinge, e il Padre, senza estrarlo dal suo seno divino, lancia il Verbo nel seno della Vergine. Dio è già uomo affinché l’uomo diventi Dio… O mistero di silenzio indicibile…! (15-12-62)

Madre, tanto, tanto ti introducesti in Dio, che, in una inavvertenza amorosa di Questi, Tu rubasti il suo Verbo, lo traesti in terra e lo regalasti alla Chiesa. (25-3-61)

C’è qualcosa sulla terra di più grande dell’amore, di più splendente della verginità, di più bello della maternità…? In Maria tutto è dato in uno stesso tempo nel massimo grado di perfezione, tenendolo, mantenendolo, ed essendo la contenzione di questa triplice realtà ciò che la fa essere la Vergine Sposa dello Spirito Santo che, per il bacio del suo Consorte infinito, erompe in Maternità divina. (24-12-76)

Mi sento sciogliere d’amore per la Vergine, nel chiamarla Nostra Signora dello Spirito Santo; poiché vedo che tutto ciò che in Lei si realizza, è per il Bacio amoroso, in sussurro segreto e silente, dello Spirito Santo in passo sacro di Sposo. (19-12-74)

A maggiore verginità, più grande fecondità soprannaturale; perciò, che verginità sarà stata quella di Maria, quando il frutto di questa è lo stesso Verbo Incarnato e, tramite Lui, tutte le anime! (15-12-62)

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