«Perché non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato» (Ebrei, 4.15), ha anche detto: «Ho sete!» (Giovanni 19, 28). Così ha compreso l’assetato, per poi proclamare: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva» (Giovanni 7, 37). Cristo è l’assetato e la fonte.

Per praticare questa opera di Misericordia bisogna conoscere, assaporare, la sete del Sommo Sacerdote, Cristo, per poi riconoscerla negli altri e fare in modo che possano saziarsi.

Solo chi conosce la sete di Cristo, dà da bere all’assetato in modo perfetto.

Le opere di misericordia sono azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come pure perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporale consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nell’ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti.Tra queste opere, fare l’elemosina ai poveriè una delle principali testimonianze della carità fraterna: è pure una pratica di giustizia che piace a Dio:

«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto » (Lc 3,11). « Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, e tutto sarà puro per voi » (Lc 11,41). « Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? » (Gc 2,15-16).

 

 

Dio è Colui che Si È; la Fonte della vita, la Sorgente delle acque eterne che sgorgano in infinità di cascate di essere, principio di ogni vita e ragione di ogni esistenza; colui che ha saziata in sé tutta la sua felicità infinita che, in infinità, per i suoi attributi e perfezioni, si è la Sazietà completa di capacità di onnicomprensione.

Il Padre si sta contemplando nella sua Sorgente di essere. E per infinità e sovrabbondanza di essersi il Padre Fonte feconda, genera un Figlio che si è tutto l’essere divino che, in Canzone amorosa, trabocca, avendo tutte le cose la loro ragion d’essere nel Verbo.

Il Padre erompe con il suo Verbo in sorgenti infinite, e Questi, che è quelle stesse sorgenti, si sparge per tutta la terra nell’amore unicissimo dello Spirito Santo. E le tre divine Persone si donano e ridonano, come Fonte di vita, nelle loro sorgenti inesauribili e nella loro perfezione di essere, essendo infinitamente refrigerate nella loro intimità unicissima e trinitaria.

E Dio si effonde, come Fonte di vita, in modo tale che tutte le fonti, tutte le sorgenti, i mari e i ruscelli, hanno la loro ragion d’essere in questa Sorgente di vita, Fonte eterna che, sgorgando a fiotti, zampilla in Espressione dicendo nella sua persona, come Figlio, tutto l’inesauribile e fecondo essere del Padre nelle refrigeranti fiamme dello Spirito Santo, Sorgente eterna di acque vive e infinite.

Il Verbo già sta cantando! E che cosa canti Tu, Verbo infinito, Parola del Padre, Sorgente infinita delle eterne perfezioni? Che cosa dici Tu, che sei tutto il Compiacimento del Padre, Tu, nel quale e per il quale furono create tutte le cose? Che cosa canti Tu, Verbo Incarnato, Gesù Nazareno, Cristo inchiodato? Quale parola esce dalla tua bocca, Sorgente di acque vive?

«Ho sete…!». Sete di anime per la gloria del Padre, sete che si riempia la terra della conoscenza della mia vita che è la stessa di quella del Padre e dello Spirito Santo – «come riempiono le acque il mare».

– Ho sete di farmi conoscere! Ho sete, Padre, di cantarti ai miei fratelli! E io, che sono la Fonte della vita, sono riarso, perché dopo tanti secoli e dopo essere morto sulla croce scoppiando in sangue per tutti i miei pori, vedo nel mio presente eterno che, dopo averti  espresso e manifestato tanto, i miei fratelli, i figli degli uomini, non conoscono l’Acqua della vita, perché non conoscono te né conoscono me! E allora, la mia anima si perde nella più profonda tragedia e incomprensione. «Cercai chi mi consolasse e non lo trovai!»; perché cercai chi mi comprendesse, chi mi ricevesse, chi mi ascoltasse, e non lo trovai.

Il manto regale che avvolge la Chiesa è il Sangue dell’Agnello, con il quale questa Santa Madre lava e abbellisce tutti i suoi figli, rendendoli così partecipi della vita gloriosa della Trinità. Ma è necessario che ascoltiamo, nel silenzio della preghiera e nell’intimità della nostra anima, questa stessa Trinità che ci comunica il suo segreto infinito.

Il Padre sta dicendo dentro di noi la sua amorosa Parola affinché ascoltiamo il suo dire e, nell’amore dello Spirito Santo, sappiamo della vita dell’Infinito che rimase nell’Eucaristia e pose la sua dimora nelle nostre anime per poterci dire, in tenerezze d’amore, il suo stesso segreto e il suo eterno vivere.

La Chiesa sta contemplando, in molti dei suoi membri, con il Padre, sta cantando con il Verbo a tutti gli uomini, e sta ardendo e facendo ardere le anime nel fuoco dello Spirito Santo. E questo lo sta facendo la Madre Chiesa in pienezza da se stessa e in quei membri che vivono la loro Chiesa totalmente, partecipando del vivere di Cristo e ricevendo il messaggio eterno che Egli è venuto a comunicarci.

Sacerdote di Cristo, ascolta il Sommo ed Eterno Sacerdote per imparare la sua Canzone, percepire il suo segreto e, in Lui e per Lui, dare gloria a Dio, in risposta amorosa al suo dono, e vita alle anime.

Anima-Chiesa, sii tu, nel seno di questa Santa Madre, refrigerio che plachi la sete del Verbo del Padre che, dando la maggiore dimostrazione di amore agli uomini, per amore al Padre grida: “Ho sete…!” Chiedi a Dio, Fonte di acque vive, che si effonda su di te, per Cristo, come Sorgente di acqua divina; e così tu, per questa conoscenza di Dio, arda nelle tue viscere, nel fuoco amoroso dello Spirito Santo.

Mistero terribile quello della comunicazione dei santi…! Per la nostra incorporazione in Cristo, stiamo comunicando vita divina alle anime.

Su, vediamo se ascoltiamo più intimamente il lamento di Cristo e, compenetrandoci di più con lui, lo consoliamo! Che non debba dire anche a noi: «Ho sete!», ma che ci possa dire, perché siamo di coloro che l’hanno ricevuto: «Dammi da bere!», e nel dargli il nostro amore, questo gli sappia a vita divina che, per la nostra unione con Lui, inonderà la nostra anima. E così, accompagnandolo nella sua passione, moriamo e possiamo vivere la nostra resurrezione con Cristo alla vita nuova, che Egli è venuto a portarci.

Camminiamo verso l’eternità aspettando il ritorno di Gesù, dove tutti coloro che l’hanno seguito si sazieranno alle sorgenti eterne della Famiglia Divina. E lì, vivendo con il Padre, per il Figlio, nell’unione dello Spirito Santo, diventiamo Chiesa e cantiamo eternamente le lodi di Dio, in quel seno della Trinità dove ci troveremo con l’anima di Cristo eternamente refrigerata, con Maria nostra Madre saturata in pienezza, e con tutti i beati che mai più avranno sete perché stanno conoscendo il Padre e lo Spirito Santo, in unione con Gesù Cristo.

 

 

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

Frammento del tema: «HO SETE» (Libro «La Chiesa e il suo Mistero» )

Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui.