Fin dove è capace di abbassarsi Dio per dirti che ti ama? Egli, il Santo, l’Essere, Colui che non ha bisogno di nulla né di nessuno per essere infinitamente felice, si è fatto uomo in Cristo. E, come se non bastasse, Cristo è rimasto in tutti i tabernacoli del mondo per poter stare sempre in attesa dei suoi diletti figli.

Ma lo sperpero d’amore divino che racchiude l’Eucaristia non finisce qui. Non soltanto rimane in ogni tabernacolo, ma in ogni ostia consacrata. E non soltanto in ogni ostia consacrata, ma in ogni particella, vale a dire, in ogni briciola di quel pane che non è più pane: lì è nascosto lo stesso Signore Gesù, vero Dio e vero uomo, giudice dei vivi e dei morti. Gesù, quanto ci ami, e quanto siamo incoscienti!

Ci auguriamo che questo testo di Madre Trinidad, traboccante d’amore all’Eucaristia, ci aiuti ad aumentare la nostra coscienza davanti a questi divini regali.

 

«Finora io non ho saputo, o Gesù dei miei amori!,
un’altra nuova meraviglia del tuo amore tra gli uomini…»

 

Finora io non ho saputo, o Gesù dei miei amori!, un’altra nuova meraviglia del tuo amore tra gli uomini…

Alla Santa Eucaristia io mi avvicino riverente, con tremori ogni giorno, quasi senza volerti sfiorare con la mia bocca intorpidita, poiché conosco, nella mia povertà, le eterne perfezioni della tua eccelsitudine eccelsa, nei tuoi fulgori divini…

Con sorpresa oggi ho saputo, che cadono particelle dalle mani del tuo unto senza che nessuno lo percepisca…: minute…!, così piccole…!, che, anche se non vuole colui che ama, come un bacio, gli sfuggono, che Tu dai dalla tua altezza alla mia bassezza, per baciare questo suolo con infinita clemenza…

Quale mendicante, Tu effondi mille perdoni con la brezza del tuo volo, quando si opera il grande portento del sublime Sacramento attraverso la parola amorosa, riprovevole o tremante, di uno dei tuoi eletti che, in volontà potente, è stato da Te stesso scelto…

Nulla importa come sia colui che consacra! affinché si operi il grande prodigio che il pane si trasformi in Te e che nel Sangue si cambi il vino, giacché nel tuo amore hai voluto ricolmare, come Alimento, per mezzo di questo portento, coloro che vogliono mangiarti con amore, con disprezzo o con disattenzione…

Ma la mia anima innamorata, è rimasta soggiogata con ardori che crepitano nella profondità del mio petto, sapendo che cadonoparticelle , una volta che Tu sei venuto dall’altezza dei Cieli all’Ostia consacrata, che è rimasta transustanziata per l’efficacia che hai posto, attraverso il Sacramento, nella bocca del tuo unto…

Che Tu cadi, Gesù mio, dall’altare sino al suolo…?! Che ti perdi senza che nessuno lo percepisca, e forse Tu sia calpestato, nel rimanere così nascosto e da tutti dimenticato…?!

Potrebbe essere, Gesù dell’anima, che pure io mi sia imbattuta, lungo i miei cammini, in quell’ingente momento in cui Tu sei caduto, e il mio piede, pieno di fango, senza saperlo, sopra di Te si è posato…! E Tu così mi abbia baciato, dicendomi in questo modo così umile e così semplice, ma di tanta eccellenza nella tua eccelsa signoria, gli amori del tuo petto: di quel vulcano acceso!, che arde in fuochi per dirmi in mille modi il tuo molteplice baciare, le tue tenerezze, le tue conquiste, i tuoi affetti…

Che sorpresa mi ha causato, al sapere, nella tua sapienza, questa nuova donazione dei tuoi disegni sacri…! Manifestazione potente! che, per il fatto di esserti Amore che puoi e per esserti Amore che ami, nel tuo amore hai ottenuto, senza che lo sappia colui che ti ama, di essere calpestato, e chissà se sei arrivato, forse, ad essere sputato…!

Esseerti infinito e posseduto…! Poiché la tua gloria è stata consegnarti, quando, nel tuo eterno disegno, hai determinato di salvarmi, per portarmi alle nozze dei tuoi festini divini.

Nulla mi risulta strano di Te! Poiché ciò che più ho imparato di quanto in me hai infuso, è sapere che quanto so, non è nulla, se lo comparo con la pienezza sovrabbondante del tuo Esseerti essuto, avendo in Te il grande potere, nel tuo modo infinito, di esserti quanto ti sei, e di fare tutto ciò che vuoi manifestando verso fuori i poteri nascosti dai secoli eterni nel tuo vulcano acceso.

Oggi ti bacio, come sposa innamorata, tremante ed adorante, nel passare dei secoli in tutte quelle particelle che sono cadute al suolo; per dirti, in amori, le tenerezze che dalla mia anima sono sorte, nello scoprire il mistero che ha afflitto il mio spirito in amori, per amarti con questa nuova sfumatura del mio cuore ferito…

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia nella cappella della casa di El Pinar de las Rozas (Madrid). Anno 1969

Io ti amavo nelle altezze, e nel tabernacolo nascosto dopo che, nel Sacramento, per le mani del tuo unto, ti donavi ovunque in Alimento divino…

Ti amavo nel mio cuore, quando ti avevo ricevuto…; nel petto degli uomini…; nell’anima dei miei figli…; e riparavo amorosa e addolorata, nel modo in cui io potevo, le grandi profanazioni che sempre si sono commesse da parte di coloro che non ti scoprono, non avendoti conosciuto.

Mai però, Sposo amato, io ti avevo accarezzato tra la baraonda degli uomini che, nel passare, essendo Tu caduto, ti calpestavano, senza sapere che operavano un tale sproposito…!

Sono così grandi i tuoi amori e così piccoli i miei, che non arrivo a comprendere lo splendore di questo dono, che nel mio essere strideva!

Ma, se adesso ho scoperto questa nuova donazione, rimarranno tante maniere, che mai saranno svelate, finché dimorerò nell’esilio, al mio vivere represso…!

Anche oggi voglio baciarti, con il mio petto intenerito, in tanti e tanti modi che mi sono sconosciuti, per la donazione eterna del tuo amore nei miei confronti…

Grazie per quanto ci ami…!, e in tanti modi distinti che la tua eccellenza infinita determinò di realizzare, essendo Amore che, potendo, manifestò i suoi amori, secondo la eccelsa potenza dei suoi poteri divini…!

Oggi ti bacio, Sposo amato, presso il tabernacolo nascosto, con il mio spirito adorante e il mio petto intenerito, nel sorprendere tanti modi!, così sublimi e divini, dell’amore con cui ci ami per il tuo eterno potere…

Venite, figli della Chiesa! Baciate Gesù con me!; adoriamo riverenti il Dio che è caduto al suolo; essendo una sola risposta, come Egli mi ha sempre chiesto, verso il suo Dono che si occulta nel tabernacolo, nascosto…

Opera di Chiesa, non tardare! Sono tua Madre… Oggi te lo chiedo!

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
«PICCOLE PARTICELLE».
 
(Collana «Luce nella notte. Il mistero della Fede dato in sapienza amorosa» Opusc. nº 10)

 Nota.- Per scaricare il tema  clicca qui.

Frammento del video della Madre Trinidad «Accompagnare Gesù nell’Eucarestia e vivere con Dio nell’anima», del 11 Marzo 1995 (premere il tasto PLAY):

 

Cappella della casa estiva de L’Opera della Chiesa a Navalperal de Pinares (Avila


Faccio la Comunione per divenire Te per partecipazione e poterti cantare, nel tuo amore, agli uomini; e Tu, mi accetti come oblazione per fare di me l’anima-Chiesa di cui tu hai bisogno, e così poterti dare alle anime, attraverso di me, secondo la tua volontà? (16-4-61)
Gesù, ho bisogno di mangiarti bene per sapermi immolare e cantare con Te, sulla croce, la tua canzone d’amore e di dolore. (16-4-61)
L’Amore eterno che muore per amore in donazione amorosa e si perpetua attraverso la Liturgia nella Chiesa, facendosi Cibo e Bevanda, Prigioniero e Mendico, viene corrisposto, la maggior parte delle volte da coloro che ama, con la sprezzante indifferenza dell’oblio. Terribile ingratitudine che trafigge l’anima di Cristo! (1-5-77)