Nell’anno 1950 il Papa ha definito il dogma dell’Assunzione della Vergine Maria al cielo in corpo ed anima. Dieci anni dopo -anno 1960- il Signore, quasi come un sigillo, decise compiaciuto di far vivere alla Madre Trinidad questo mistero in luce chiara e completa affinchè lo contemplasse e lo dicesse –o, meglio, come lei stessa dice, affinchè lo cantasse – nel seno della Chiesa.

Con la forza della sua testimonianza risulta tutto molto più evidente. La nostra anima –storta dal peccato originale, che Maria non ebbe mai- si addentra con sorpresa e novità nel mistero di ciò che accade ad un’anima libera dal peccato e dalle sue conseguenze. Si comprende inoltre la differenza tra la nostra morte –frutto del peccato- e quella di Cristo –necessaria per la Redenzione-, e così si valorizza la corredenzione di Maria, in linea ed in sintonia con quella di Cristo; con Lui visse la sua Passione, Morte e Risurrezione, e non sentimentalmente, ma partecipandovi realmente.


26-7-1997

«Si è addormentata la Signora

in Assunzione trionfante e gloriosa all’eternità»

 

[…] In prossimità del giorno glorioso dell’Assunzione di Nostra Signora, voglio manifestare ciò che il 15 agosto dell’anno 1960 visse il mio spirito, portato da Dio […] a contemplare in una maniera profondissima, chiarissima, inimmaginabilmente sorprendente –e vissuta in assaporamento di godimento d’Eternità–, il momento trascendente, sublime e indescrivibile, pieno di splendore e di maestà, in cui è stata innalzata da questa terra, in Assunzione gloriosa, felicissima e splendente, Nostra Signora, tutta Vergine…!, tutta Madre…!, e tutta Regina…!, in corpo ed anima al Cielo. […]

Giorno dell’Assunzione di Nostra Signora…!
Tutta la vita di Maria, della Vergine, è stata un’assunzione che, quando arrivò l’istante culminante, massimo, ricolmo e totale della sua trasformazione in Dio, secondo la sua capacità come creatura unica, predestinata e creata per essere Madre del Verbo Infinito Incarnato per la volontà del Padre, sotto il tubare infinito e la soavità sonora dello Spirito Santo, Consorte divino della Vergine, che la fece prorompere in Maternità divina, Ella si fermò davanti al possesso faccia a faccia, nella luce della Gloria, della Sapienza eterna nella sua immutabilità infinita…

Si è fermata la Signora nella sua ascensione verso Dio…! Ascensione che iniziò il giorno in cui fu concepita senza peccato originale, piena di grazia e solo per Dio e per la realizzazione dei suoi piani eterni di effondersi sull’umanità per mezzo dell’Incarnazione, realizzata nel seno purissimo della Vergine; per terminare in quell’istante nel quale, essendo ricolma la sua capacità, è stata posseduta dall’immutabilità di Dio…[…]

Se Maria fosse potuta essere un po’ più divinizzata, sarebbe vissuta di più. Dio fece Maria con capacità quasi infinita di divinizzazione; e quando fu satura e ricolma, avventandosi su di Lei, manifestandosi nell’attributo dell’immutabilità, come Eroe innamorato, rapì la sua preda, e la immutabilizzò nella luce della Gloria. […]

Silenzio…!, ché l’Immutabilità Immutabile dell’Essersi dell’Essere, nel suo atto trinitario di vita divina, si lancia silenziosamente e amorosamente all’incontro di quell’anima così divinizzata, nella quale, soavemente e teneramente…, nella profondità profonda della sua pace silenziosa…, l’adorabile Trinità deposita un Bacio di immutabilità infinita…

Bacio d’Eternità che, nel silenzio saporoso della Bocca divina dello Spirito Santo, attrae, come una calamita sottilissima, l’anima della Vergine, innalzando con lei il suo corpo per la forza della brezza carezzevole dell’impeto divino, al possesso totale, completo e assoluto, in godimento pieno, della luce splendente del suo volto divino. […]

Per Cristo, con Lui ed in Lui, la Vergine, nell’esercizio del sacerdozio della sua Maternità divina, offrì la sua Vittima a gloria del Padre, e, in quanto Corredentrice, per ciascuno degli uomini che il suo Figlio sul Calvario le affidò, come Madre universale di tutta l’umanità. […]

Ella stette sempre aderita a suo Figlio; e l’atteggiamento della sua anima, dopo la resurrezione, fu un’adesione così grande a quest’Uomo Nuovo, che la Signora era con Lui la Donna Nuova che collaborò, per il mistero dell’Incarnazione, nella vita, morte e risurrezione di Cristo, a seppellire il peccato e, con esso, l’uomo peccatore, schiacciando la testa del serpente, affinché risuscitasse un Uomo Nuovo, al quale aderissero tutti i figli di Dio che volessero inserirsi nell’Albero della Vita.

Pertanto Maria non ebbe bisogno, per essere Corredentrice, di morire, bensì di collaborare con Cristo, nella sua vita, morte e risurrezione, alla Redenzione; collaborazione che Ella realizzò esercitando il suo peculiare sacerdozio nell’offerta di Cristo al Padre, per la gloria dello stesso Padre e la santificazione degli uomini. […]

Il vivere della Vergine con Cristo nella sua passione, fu una morte mistica e incruenta, che la fece risuscitare pure misticamente con Cristo; passando a vivere, come Madre della Chiesa universale, la vita nuova che per Cristo a tutti noi è data.

Per cui credo che la mia anima non vide in alcun momento, separazione tra il corpo e l’anima della Vergine il giorno in cui il Signore si degnò di mostrarmi, per un movimento della sua volontà in misericordia infinita su questa povera e miserabile creatura e col fine di manifestarlo, il momento sublime e indescrivibile dell’Assunzione della Vergine in corpo ed anima in Cielo. […]

L’anima di Maria, sempre con le sue ali spiegate, è l’espressione perfetta del compimento della volontà di Dio sugli uomini; perciò, terminando l’esilio, porta con sé il suo corpo, senza dover sperimentare il peso che esso comporta per la totalità del genere umano.

Il corpo di Maria era e stava, possiamo dire, così divinizzato in tutte le sue tendenze, le sue appetizioni, le sue sensazioni, le sue inclinazioni, tanto!, da essere tutto ali, e ali grandi di aquila imperiale!, preparate con la fortezza di Dio per passare con signoria dalla terra al Cielo». […]


Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
Frammento del tema: «SI È ADDORMENTATA LA SIGNORA IN ASSUNZIONE TRIONFANTE E GLORIOSA ALL’ETERNITÀ».
(Collana «Luce nella notte. Il mistero della Fede dato in sapienza amorosa» Opusc. nº 14)

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