Sorprende pensare che la morte, che sembra vincere tutti, sarà l’ultimo nemico che vinceremo in modo definitivo…, la morte di ciascuno di noi è nostro trauma e nostro trionfo. Morendo, vinciamo la nostra natura caduta, la quale, liberata da ogni legame, raggiunge nuovamente la sua pienezza, perché proclama che «solo Dio è».

Al di sopra dell’arma preferita del nostro nemico, che è la menzogna e la morte, risplende finalmente la Verità e la Vita. E risplende pure la Misericordia di Dio, che ci permette di riconoscere la sua Gloria.

 

          La morte è la resa dell’uomo davanti a Dio, che, con la distruzione del suo essere, gli dice: Tu solo sei da te stesso, e quello che non sei Tu non è altro che quello che Tu vuoi che sia, in tempo, in realtà e in essere. (8-5-70)

          Un uomo morto sta dicendo a Dio con la propria distruzione, in dimostrazione della sua totale impotenza: Tu solo sei. (8-5-70)

          La superbia dell’uomo finisce con e nella propria distruzione il giorno della morte, sottomettendosi a Colui che È, in manifestazione del suo nulla davanti al Tutto, che per essere tutto, si è in sé, la Risurrezione e la Vita da se stesso. (8-5-70)

          Grazie, Signore, per il riposo che mi dai nel sapere che un giorno, con la mia morte, io sarò una dimostrazione visibile del fatto che Tu solo sei, e che io non sono. (8-5-70)

          Il giorno in cui l’uomo disse a Dio di «no», morì; e con la sua morte, in resa totale, gridò in maniera rabbrividente: Tu solo sei, e tutto quello che non sei Tu a te è sottomesso. Io oggi lo dimostro con la mia distruzione e fallimento totale, poiché, se Tu non mi risusciti, nulla ormai sono capace d’essere o di fare. (8-5-70)

          Signore, Tu che sei la risurrezione e la vita, dammi te stesso perché io possa ritornare ad essere in te, da te e per te. (8-5-70)

         La morte è la conseguenza del «non ti servirò» e la resa dell’uomo che dice con la sua distruzione: «Soltanto Tu sei di per Te, ed io dipendo totalmente ed esclusivamente dalla tua volontà; lo riconosco, in Te spero». (8-5-70)

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia