Prima o poi doveva apparire il gran nemico che tortura la nostra vita: la superbia.
Normalmente abbiamo un io tanto grande che riesce ad eclissare nella nostra esistenza la luce delle cose buone, la presenza di Dio in tutto, la bontà o le buone intenzioni degli altri e, a volte, continuiamo a seminare sfiducia, amarezza e pena.

L’Io divino è essenzialmente Misericordioso, il nostro io molto meno. E le cose ci vanno così…

 

          Il superbo pensa di fare tutto bene; per questo è molto difficile che si corregga, perché non riceve consiglio da nessuno, ritenendosi sufficiente; e, nella sua oscurità, arriva a costituirsi maestro della confusione. (29-6-70)

          Colui che crede di sapere tutto è colui che non sa niente, poiché non sa che la più grande sapienza non è quello che sappiamo, bensì ciò che ci rimane da sapere. (29-6-70)

          Colui che si afferra al proprio criterio, difficilmente riceve Dio, che si comunica attraverso il criterio dei superiori. (29-6-70)

          Chi non è capace di sottomettere il suo criterio agli altri, neppure è capace di sottometterlo a Dio, che ci si comunica tramite la Chiesa. (29-6-70)

          Vuoi sapere come vive una persona? Guarda come pensa. Colui che difende appassionatamente una causa, si affanna per sé… Per questo metti Dio nel tuo cuore, ed Egli sarà la tua propria causa. (29-6-70)

          Dio mio, com’è orribile l’invidia! Essa è la causa di grandi mali, perché l’invidia è la superbia portata ai frutti più amari. Essa è il grido di «solo io!», ottenuto come sia. (21-1-65)

          La superbia è: «Solo io!»; e l’invidia, la disperazione di non poterlo ottenere; ed allora si corrode in amarezze d’inferno, essendo ciò che è più contrario alla carità, che è: «Solo Dio in me e in tutti!». (21-1-65)

          Non offendono Dio né le nostre imperfezioni involontarie né gli scatti del nostro temperamento; l’offende la nostra cattiva volontà. Chi è offeso dai tuoi scatti involontari è il tuo amor proprio, che non resiste al vedersi imperfetto. (17-4-70)

          La mia dipendenza da Dio è così totale che, se in qualsiasi momento Dio smettesse di guardarmi in volontà di farmi permanere, resterei ridotto al nulla; perciò, com’è assurdo colui che si crede sufficiente con ciò che è, ha o sa! (8-5-70)

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia