Un altro passo avanti per scoprire la Misericordia: quando riconosciamo e sperimentiamo l’abisso della nostra miseria, attraiamo irresistibilmente la Misericordia infinita di Dio.

Dall’abisso della nostra miseria, difficile da comprendere ma ancor di più da accettare, per questo bisogna essere piccoli e semplici, si vede nella sua dimensione impressionante la Misericordia di Dio. È necessario raggiungere un punto di osservazione privilegiato per scoprire l’Infinita Misericordia. Egli si umiliò così profondamente che dà le vertigini guardarlo, affinché noi potessimo vederLo dalla nostra posizione…

 

          Un altro passo avanti per scoprire la Misericordia: quando riconosciamo e sperimentiamo l’abisso della nostra miseria, attraiamo irresistibilmente la Misericordia infinita di Dio.

          Un abisso attrae un altro abisso; perciò il mio piccolo essere ti rapì. (11-5-61)

          Signore, perché mi ami tanto…? — Sei così piccola, povera e niente, da rapire il mio cuore di Padre. (27-3-62)

          Signore, che cosa ti fece innamorare di me? — La tua povertà, il tuo nulla, la tua piccolezza. (27-3-62)

          Dio mio, la nostra miseria ti rapì in modo tale, che «il Verbo si fece carne» e, attraverso Maria, ci diede a partecipare della sua vita divina durante tutti i tempi nella Chiesa. (28-6-61)

          La grande misericordia di Dio verso l’uomo è Cristo, poiché in Lui l’uomo è Dio e Dio è uomo. E, nella misura in cui l’anima, riconoscendo la sua miseria, si getterà nelle braccia del Padre, saprà dell’infinita misericordia. (20-1-60)

          Tutti gli attributi in Dio Egli se li è in sé, da sé e per sé; ma c’è un attributo nella perfezione dell’Essere increato che, pur essendoselo in sé e da sé, non lo è per sé, ed è l’attributo della misericordia; giacché questa è effusione del potere infinito di Dio in manifestazione amorosa sulla miseria. (6-4-67)

          Dio non può essere per sé misericordia, perché la misericordia implica effusione d’amore sulla miseria; per cui la misericordia sorse nel seno dell’eterno Essersi, il giorno in cui la creatura creata per possedere Dio disse all’Essere sussistente: «Non ti servirò»; e già Dio si è misericordia, perché l’Amore infinito si è dato all’uomo nella splendidezza magnifica del suo traboccamento. (6-4-67)

          Dio mio, ogni giorno ti conosco di più e, conoscendoti ed amandoti più profondamente, aumenta la conoscenza propria della mia miseria; allora l’eterno invidioso delle anime tenta di scoraggiarmi davanti alla bassezza del mio nulla ed all’altezza del tuo Tutto; e, spinta dall’amore, mi lancio nella corrente divina del tuo amore misericordioso, e lì godo nel fatto che Tu, mio Dio, ti sei per esserti, il «SOLO SANTO». (18-4-61)

          Quando mi inabisso nella bassezza della mia miseria e questa tenta di schiacciarmi, faccio un balzo di gioia, godendo soltanto nel fatto che l’Essere, nella sua vita divina di comunicazione trinitaria, si è la santità immutabile e la perfezione somma. (18-4-61)

          Per quanto cattivo tu sia, sarai finitamente cattivo, e l’infinitamente Buono è tuo Padre, e ti regala, come prova della sua bontà, il suo amore eterno. Confida nel buon amore del Buono! O forse ti credi più grande tu nella tua cattiveria di Dio nella sua bontà? (21-9-59)

          Per quanto sia molta la mia miseria, sempre sarà finita e, gettata nell’abisso dell’Infinito, viene ridotta ad una lode dell’Amore misericordioso. (18-12-60)

          Se non fosse per la fiducia che ho nel tuo amore misericordioso morirei schiacciata dal peso della mia miseria. (18-4-61)

          Mia eterna ed infinita Misericordia!, perché mi ami tanto? La mia miseria accattivò il tuo essere che scoppia in misericordia. (23-4-61)

          Signore, quando ti conobbi, mi facesti innamorare di te, perché la bellezza del tuo volto mi rapì. E Tu, che mi hai sempre conosciuto, com’è stato che, conoscendomi, mi hai amata? La mia miseria rapì il tuo misericordioso cuore! (18-12-60)

          Il mio abisso nel tuo Abisso, la mia miseria nella tua Misericordia, il mio nulla nel tuo Tutto, sono una lode del tuo glorioso amore buono. (18-12-60)

          Amore, quando ti bacio, mi baci; quando ti amo, mi ami; quando ti sento, tutto Tu mi sei esperienza saporosa in comunicazione amorosa… Perché fai così col mio piccolo essere? Perché, effondendoti amorosamente sopra la miseria, ti manifesti in amore misericordioso. Amore, come sei buono! Grazie, Signore, grazie! (26-6-61)

          Dio ha compassione dei tribolati, tanto, che volle vivere tutta la nostra vita in amore e dolore, e così ci comprese totalmente. (14-4-67)

          Dio si china su colui che soffre per amore suo, e lo bacia con affetto di Padre, dandogli pazienza per saper aspettare i beni futuri. (14-4-67)

          Lo splendore della tua misericordia abbaglia e schiaccia e, innanzi al tuo amore infinito, l’abisso profondo e recondito della mia miseria, gettandosi nel tuo seno di Padre, aspetta che Tu faccia nella mia anima la tua opera d’amore e, attraverso di me, ciò che per la Chiesa mi hai affidato. (21-3-61)

          Nonostante la nostra miseria, il Signore farà la sua opera in noi e realizzerà la sua volontà amorosa nelle nostre anime. Egli è così potente da fare infinitamente di più di quello che non potremmo neanche arrivare a desiderare. (1-2-64)

          Signore, chiudi l’egoismo con il potere della tua misericordia e sii Tu il possesso di tutti gli uomini che ti vogliano possedere, aprendo ansie di te con lo splendore del tuo volto nelle menti oscurate! (8-1-75)

 

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia