Il contenuto della fede è infinito e solo nell’Eternità potremo, in piena luce, possedere la sua grandezza. Nel frattempo, qui sulla terra, tutto è contenuto in questa parola, piena di profondo significato: VIVERE.

Nella misura in cui la Chiesa riuscirà a compiere la missione che Dio le ha assegnato per e con ciascuno di noi, noi ci riempiremo ancora di più della conoscenza del Dio vivo e palpitante, e la parola VIVERE acquisirà tutta la sua autentica dimensione nella nostra vita.

 

“Come riempirai le tue esigenze di vivere?”

 

Vivere…! Questa è la necessità che sente ogni essere razionale, creato dall’Infinito.

Vivere è la legge che noi tutti portiamo impressa nell’anima. Per questo, quando la morte arriva, per coloro che non hanno fede la vita finisce, e questo grido di vivere che ogni uomo ha impresso in sé, si ribella. E davanti al mistero che il contrasto della morte e l’esigenza di vivere presenta loro, i poveretti che non hanno approfondito il mistero della vita, si sconcertano, vedendo nella morte naturale la distruzione totale di tutto quello che in se stessi sperimentano di amore, vita, felicità, beltà, eternità. […]

Vivere…! Siamo stati creati per l’Eternità. Noi, che viviamo di fede, speranza e carità, sappiamo che questa parola vita, che portiamo impressa nell’anima, è il termine saporoso, il premio glorioso per il quale siamo stati creati, mediante il quale, partecipando di Dio, saremo beati per tutta l’Eternità.

Tu che senti necessità di vivere, che vai cercando i piaceri, la felicità che solo in Dio si trova, vivi di speranza nelle verità che la fede ti presenta, e vedrai che si andrà accendendo nel tuo essere un amore che ti farà vivere una vita che né la morte naturale né il tempo potranno toglierti. […]

Cristiano, chiunque tu sia, tu che per il battesimo sei consacrato, tu che ti sei consegnato a vivere per Dio, che desideri glorificarlo, pensa che devi dare vita alle anime, giacché la tua consacrazione ti ha reso universale. Che non ti si possa dire: tu che sapevi quello che era la Vita, e che per il fatto di essere Chiesa avevi la Parola divina nel tuo seno, che cosa fai che non mi dai la vita che per tuo mezzo il Signore vuole comunicarmi? Insegnami a vivere affinché anch’io abbia vita, sia felice e dia gloria a Dio!

La Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia. Anno 1977

Se per di più, sei consegnato a Dio tramite il sacerdozio o la consacrazione, tutti gli uomini esigono da te l’alimento divino che Dio ha messo in te per comunicarlo loro.

Non devo invidiare nessuno!, poiché ho presenziato che il Signore disse a Tommaso: “Hai creduto perché hai visto; beati coloro che pur non avendo visto hanno creduto”. Ho impressa nella mia anima la luce della fede che per me è più certa dei miei propri sensi, essendo per me più certo quello che essa mi insegna di tutto ciò che io, da me, posso sapere. […]

Ho una gioia che non hanno avuto i discepoli del Signore; e cioè che ora, dopo venti secoli, potendo vivere per la fede quei momenti, lo sviluppo della Chiesa ha dato alla mia anima una conoscenza che essi non possedevano non avendo ricevuto la pienezza dello Spirito Santo. Per cui, con i pastori me ne vado alla grotta di Betlemme e, sapendo cosa vado a fare, penetro il profondo mistero che lì si opera, illuminata dai doni dello Spirito Santo che accende la mia fede. E nello stesso momento in cui il Verbo esce dal seno di Maria, lo ricevo nel mio seno prima che Ella lo deponga nella mangiatoia; poiché non c’era chi lo ricevesse, “Maria depose Gesù nella mangiatoia”. Questa frase del Vangelo ha un profondo mistero: è stata volontà del Padre che Gesù fosse deposto tra le paglie per manifestarci che “venne fra i suoi ed i suoi non l’hanno accolto”.

La mia anima anticipa i pastori e vive, in luce chiarissima di fede, quel momento, che solo gli angeli hanno potuto percepire, della nascita del Verbo della Vita. In quello stesso istante apro la mia anima perché la Madre lo depositi nel mio seno, e, in silenzio di sposa, approfitto di questi momenti nei quali il mio Dio fatto Uomo era ansioso di comunicarci il suo preconio, e lo ricevo nel mio seno. […]

Vivere…! Che gioia così grande sente la mia anima di essere cristiana…! Che dogma così meraviglioso quello della mia Chiesa santa…! Che felicità vivere di fede, speranza e carità, e che gaudio sapere che, per il cristiano che vive il suo cristianesimo, non ci sono né tempo, né luogo, né distanze, né secoli…! […]

Gesù ha avuto tutto presente dal momento del suo concepimento fino alla sua ascensione in cielo. Per questo quello che tu vivi adesso, in questo momento, Egli lo ricevette vissuto allora, avendo la gioia e la consolazione di vedersi accompagnato dalla tua anima nei passi della sua vita; e tu hai la gioia, non di averlo accompagnato in un passo della sua vita una sola volta, ma di poterlo accompagnare, durante tutti i momenti della tua esistenza, nella mangiatoia, a Nazareth, nella sua vita pubblica, ecc., ecc., cosa che non hanno potuto fare allora coloro che sono stati con Lui, se non hanno vissuto di fede. […]

Com’è felice Dio…! E com’è beato colui che vivendo della fede, che è più certa della luce del mezzogiorno, di speranza e di carità, sperimenta in sé una pienezza di vita tale da poter dire: “Chi ha sete, venga a me e beva” e chi ha fame, venga a me e mangi; perché “tra il vestibolo e l’altare”, riempiendomi di vita divina, mediante il mio sacerdozio, si è aperta in me una fonte che zampilla per la vita eterna!

 
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia
 
Frammento del tema: «VIVERE».(Dal libro: «La Chiesa e il suo Mistero»)

 Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui.

Frammento del video della Madre Trinidad «Dio ci crea guardando se stesso in ciò che lo fa essere Dio», del 9 Luglio 1989 (premere il tasto PLAY):



Quando io sospiro l’eternità, non è che io desideri la morte, ma reclamo la Vita. La morte naturale è distruzione, e Dio non mi ha creato per morire. Per questo la morte, che è conseguenza del peccato, ripugna alla natura, come tutto ciò che è castigo. (8-10-65)
Il contatto dell’Infinito riempie l’anima e, nel suo riempimento, sentiamo la necessità di rendere partecipi del nostro gaudio tutti coloro che ci circondano; perché l’amore divino che ci penetra è effusione su tutti gli uomini. (18-8-73)
Dio mi darà un’eternità per goderlo nel gaudio infinito del suo eterno possesso, e mi dà un tempo per immolarmi con Cristo, vivendo il mio atteggiamento sacerdotale.
(15-10-74)